Asti celebra San Francesco: un viaggio tra fede, storia e cultura nel cuore della città.

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Asti celebra San Francesco.

Asti si appresta a vivere un periodo intenso e di profonda riflessione spirituale e culturale grazie a “Francesco ad Asti”, un ricco progetto che celebra la figura e l’eredità del Poverello di Assisi. L’iniziativa non nasce per caso, ma si inserisce all’interno di una serie di storiche e significative ricorrenze: l’anniversario degli 814 anni dalla visita 
di San Francesco nella città astigiana, gli 800 anni dal suo transito, i 125 anni dalla scomparsa di Madre Chiara Ricci e i 63 anni dalla presenza ad Asti delle Suore Angeline Francescane. Attraverso un articolato calendario che spazia dalle mostre ai convegni, dalle iniziative benefiche ai laboratori nelle scuole, la manifestazione punta a coinvolgere l’intera cittadinanza, dai più piccoli agli appassionati di storia e arte.
Il sipario sulle celebrazioni si è aperto con il tradizionale appuntamento su due ruote targato Vespa Club Alfieri, giunto alla sua ventunesima edizione con il raduno “San Francesco in Vespa”. L’attenzione si sposterà poi sulla dimensione della condivisione e della solidarietà sabato 18 ottobre presso l’Oratorio di San Pietro, in Corso Genova 14, dove si terrà la cena conviviale “A tavola per Francesco”. L’evento ha lo scopo di raccogliere fondi a sostegno delle diverse iniziative francescane sul territorio (per prenotazioni è possibile contattare direttamente la Parrocchia di San Pietro al numero 353 4864617).
Un ruolo centrale nell’intero progetto è riservato alle giovani generazioni. Dal 19 al 26 ottobre prenderà infatti il via la settimana “Francesco per me vive”, una campagna educativa rivolta agli studenti delle scuole astigiane per approfondire i valori del francescanesimo. I ragazzi saranno invitati a esprimere la propria creatività partecipando a un concorso di composizioni, immagini ed elaborati (gli elaborati possono essere consegnati a Samantha al 335 6641102).
Dal 23 ottobre al 6 novembre, la Chiesa di San Silvestro in Via Morelli 9 diventerà il fulcro culturale delle manifestazioni, ospitando ben due esposizioni di grande rilievo. La prima è la mostra “Io, frate Francesco. 800 anni di una grande avventura”, già presentata con grande successo durante la 46ª edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli di Rimini (prenotazioni con Mariangela al 338 1152219). Ad essa si affiancherà un’esposizione del tutto particolare intitolata “Nel nome del cuore”, un percorso che raccoglie i costumi originali realizzati per la storica prima edizione della trasmissione Rai condotta da Milly Carlucci nella Basilica Superiore di Assisi nel 2003 (per le visite guidate si fa riferimento a Gianpiero al 347 7232244).

 

Le mostre verranno inaugurate ufficialmente venerdì 23 ottobre alle ore 18:00 con un momento di grande suggestione musicale: i bambini della Consolata, insieme al prestigioso Coro dell’Antoniano, eseguiranno un progetto speciale dedicato al “Cantico delle Creature”.
A chiudere il ricco programma sarà la serata di venerdì 6 novembre alle ore 21:00, con un importante convegno che esplorerà l’eredità francescana sotto molteplici prospettive. Il professor Ezio Pia illustrerà la presenza di San Francesco ad Asti e in Piemonte, mentre la Fraternità locale ripercorrerà la storia delle Suore Angeline e di Madre Chiara, oltre alle testimonianze dell’Ordine Francescano Secolare (OFS) della città. Lo sguardo si allargherà poi alla dimensione internazionale grazie agli interventi della dottoressa Elena Bocco Ghibaudi e di Alessandra Sivieri dell’associazione A.L.I. (Associazione Latinamericana in Italia), che racconteranno la diffusione del messaggio francescano nel mondo. Nel corso della serata verranno infine presentati e premiati tutti gli elaborati, i disegni, le fotografie e i testi scritti raccolti durante la settimana rivolta ai ragazzi, a testimonianza di un messaggio di pace e fraternità ancora straordinariamente vivo e attuale.

Quando si parla di Francesco d’Assisi, il rischio è di fermarsi alla superficie: immagini patinate, leggende edulcorate o una santità così distante da sembrargli estranea. Ma se proviamo a togliere gli strati accumulati dai secoli, emerge una figura di straordinario spessore umano e culturale, un uomo che ha vissuto tensioni, contraddizioni e scelte radicali che ancora oggi interrogano il nostro presente.
Ecco cinque momenti particolari della sua vita che ce lo restituiscono in tutta la sua autenticità.

1. La giovinezza e il “Re della festa”

Prima della svolta che tutti conosciamo, Francesco non era un asceta malinconico, ma un giovane perfettamente inserito nel suo tempo. Figlio di un ricco mercante di stoffe, amava la bella vita, la compagnia, i banchetti e la poesia dei trovatori provenzali. Era il leader naturale dei suoi coetanei, al punto da essere eletto da loro “Re della festa”. In questo suo carisma originario c’è già il germe di quell’intensità che, di lì a poco, avrebbe incanalato in una direzione completamente diversa, trasformando la ricerca del piacere in una ricerca radicale di senso.

2. Il distacco radicale davanti al vescovo

Il punto di rottura con la sua famiglia e con il mondo borghese di allora non fu una scelta indolore, ma un dramma umano fortissimo. Nel 1206, citato dal padre in tribunale per aver dilapidato denaro e stoffe in elemosine, Francesco compie un gesto di una violenza simbolica inaudita: si spoglia di tutto, restituendo persino gli abiti al padre per dichiararsi totalmente libero da ogni legame di possesso. È il momento in cui l’uomo nudo sceglie di affidarsi unicamente alla propria coscienza e a un ideale di fraternità universale.

3. Il dialogo disarmato con il Sultano

Nel 1219, nel bel mezzo della Quinta Crociata, mentre l’Europa cristiana e il mondo islamico si scontrano in una logica di guerra totale e implacabile, Francesco compie un atto di una lucidità disarmante: attraversa disarmato le linee nemiche per incontrare il Sultano Malik al-Kamil. Non va a predicare la crociata o a cercare il martirio a tutti i costi, ma a dialogare. Il Sultano, colpito da questa mitezza disarmante, lo accoglie con stima e lo ascolta. È una delle pagine più alte e controcorrente di diplomazia umana della storia medievale.

4. Il primo Presepio: dare corpo al mistero

A Natale del 1223, a Greccio, Francesco sente l’esigenza di rendere tangibile, corporea, la fede. Non vuole una rappresentazione astratta, ma desidera “vedere con gli occhi del corpo” la povertà della nascita di Cristo. Crea così il primo presepe vivente, portando in una grotta vera paglia, un bue e un asino, e chiamando la gente del posto a condividere quel momento. Più che un’invenzione devozionale, è un’operazione culturale potente: dare dignità agli ultimi, alla terra, alla concretezza della vita quotidiana.
5. Il Cantico delle Creature tra la cecità e la notte di San Damiano
Negli ultimi anni della sua vita, Francesco è provato nel fisico: quasi cieco a causa di una grave malattia agli occhi contratta in Oriente, logorato dai dolori e costretto a subire persino il disturbo dei topi nella cella in cui riposa a San Damiano. È in questa condizione di estrema vulnerabilità che compone il Cantico delle Creature. Non c’è amarezza nelle sue parole, ma una straordinaria riconciliazione con il creato. Chiama “frate” il sole e “sora” la morte, dimostrando che la vera libertà interiore non dipende dalle condizioni esterne.
Rileggere Francesco d’Assisi oggi significa riscoprire un uomo che ha saputo mettere in discussione le certezze del proprio mondo: ha rifiutato la logica del profitto mercantile in piena ascesa, ha scelto la via del dialogo in un’epoca di guerre di religione, e ha saputo guardare alla natura non come a una risorsa da sfruttare, ma come a una sorella.
Cinzia Francesca Marchisio

Cinzia Francesca Marchisio

Cinzia Francesca Marchisio è autrice, presidente del Centro Studi Valentina Visconti di Asti. e ex docente Alterna la valorizzazione del patrimonio culturale piemontese a viaggi a lungo raggio e crociere intercontinentali, che arricchiscono la sua scrittura con visioni ampie e connessioni tra mondi diversi. Collabora con ValeNews per raccontare eventi, tradizioni, iniziative sociali e storie del territorio, ma anche impressioni e riflessioni nate lontano, tra rotte e culture che meritano ascolto. Non cerca confini, ma passaggi invisibili tra luoghi, tempi e persone. Scrive per raccogliere ciò che il mondo sussurra piano.

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