Un mazzo di Tarocchi ritrovato in un cassetto e la polvere del Corteo Storico che si alza sotto il sole di settembre. Abbiamo intervistato Elisabetta Lovisone Gambino, che ha trasformato un legame affettivo profondo in un progetto editoriale che unisce arte, storia e fotografia.
Un legame che attraversa il tempo
Elisabetta, il tuo fotolibro non sembra solo una raccolta di scatti, ma un omaggio a una figura fondamentale della tua vita.
Chi era Sergio Panza per te?
«Sergio era molto più di un amico di famiglia; per me è stato un secondo papà. Il seme di questo libro è stato piantato anni fa, quando ero solo una ragazzina. Ricordo ancora lo stupore nel vederlo lavorare insieme a Maria Teresa: avevano creato dal nulla, con una dedizione e una maestria fuori dal comune, un mazzo di Tarocchi Viscontei. Non erano semplici carte, ma il frutto di lunghe ricerche storiche sulla figura di Valentina Visconti. Sergio disegnava ogni dettaglio a mano, con una precisione quasi sacrale. Parallelamente, il suo impegno nel Rione San Silvestro — di cui è stato anche rettore — testimoniava un legame profondo con la tradizione e la vita del territorio, lo stesso spirito che ritrovo oggi in questo progetto. Ovviamente conservo ancora una copia di quel mazzo; è un oggetto che emana un fascino magnetico e che ha nutrito la mia fantasia per decenni.»
La sfida: tradurre il disegno in realtà
Dalla carta alla realtà: come è nata l’idea di cercare quei volti tra i figuranti del Corteo?
«Lo scorso settembre ho sentito l’esigenza di evolvere. Spesso noi fotografi restiamo ancorati a ciò che ci riesce facile, alla nostra “zona di comfort”. Io ho voluto scardinarla dandomi un tema rigoroso: trovare nel Corteo Storico dei personaggi che potessero, per portamento o iconografia, raffigurare gli Arcani Maggiori. Non volevo solo scattare belle foto, volevo che la realtà ricalcasse il simbolo. Prima di scendere in strada con la macchina fotografica, ho studiato ogni informazione reperibile sui Tarocchi Viscontei originali. È stata una ricerca quasi filologica, che poi si è concretizzata spontaneamente tra le fila delle sfilate.»
La gerarchia del mazzo: dai Magistrati ai Vessilliferi
Hai applicato una logica molto precisa anche per gli Arcani Minori.
Come hai distribuito i ruoli del Corteo nelle gerarchie delle carte?
«Sì, la struttura del libro doveva rispettare la solennità del Corteo e la gerarchia dei Tarocchi. Per gli Arcani Minori, mi sono concentrata sulle figure di corte. Per interpretare i Fanti, ho scelto i due Magistrati e i due Scudieri appartenenti al Gruppo del Capitano: figure che rappresentano il servizio e la vigilanza. Per i Cavalieri, la scelta è caduta sui Vessilliferi, coloro che portano l’onore e i colori: ho selezionato quelli del Gruppo del Capitano, del Rione del Santo, e ovviamente i Vessilliferi del Vincitore del Palio e del Vincitore del Corteo. In questo modo, il libro diventa anche un documento del prestigio di quell’edizione.»
Un’opera che unisce due mondi
Qual è l’emozione più grande nel vedere questo lavoro finito?
«Vedere come i disegni di Sergio, che tanto mi avevano affascinata da piccola, abbiano trovato una nuova forma attraverso il mio obiettivo. È un cerchio che si chiude: la sua arte grafica e la mia visione fotografica oggi parlano la stessa lingua in questo libro. È il mio modo per dirgli grazie e per celebrare la storia di Valentina Visconti e della nostra terra.»
“Ho cercato il destino tra i velluti e le armature del Corteo, scoprendo che ogni Arcano ha un volto reale, se sai come guardarlo.”
Note della Redazione
Sergio Panza: Figura centrale nella vita associativa e civile di Asti, Panza è stato un punto di riferimento fondamentale per la comunità rionale. La sua dedizione al Rione San Silvestro lo ha visto ricoprire con passione la carica di Rettore, coordinando attivamente le attività del comitato e promuovendo la cultura del Palio. Architetto e storico, ha contribuito in modo determinante alla nascita del “Centro Studi Valentina Visconti”, associazione nata per la diffusione di eventi storico-culturali e la valorizzazione del territorio. Nella vita privata, è ricordato come un mentore e una figura paterna, capace di coniugare un’umanità profonda con un rigore artistico quasi sacrale nella ricerca iconografica.
Maria Teresa Perosino: Personalità di spicco del panorama rionale, ha servito per lunghi anni come Rettore del Rione San Silvestro, guidando il gruppo con determinazione e competenza. Oltre al suo impegno istituzionale, è stata co-fondatrice del Centro Studi Valentina Visconti, collaborando per decenni con Sergio Panza alla creazione di opere che uniscono rigore iconografico e valore storico, come i celebri “Tarocchi di Valentina Visconti”. La sua vita è stata dedicata alla valorizzazione delle tradizioni di Asti, operando costantemente per trasformare la ricerca storica in manifestazioni culturali vive e accessibili alla comunità.















